Del vecchio feuilleton "Nick
Carter"
di John Russell Coryell (vedi
in "Gallery") nel personaggio di Bonvi e De Maria
non resta nulla se non lo schema classico
del giallo. Chiamato a risolvere i più impossibili
misteri, il nostro Nick Carter raggiunge
con i suoi aiutanti immediatamente il luogo
del delitto e, anche se talvolta può sembrare
in difficoltà, riesce sempre a risolvere
ogni caso.
Frase celebre:
"Non bisogna poi lasciarsi
impressionare
troppo dalle apparenze..."
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Aiutante giapponese di Nick Carter, parla
poco e quando lo fa propone in rima perle di saggezza orientale.
Sua flase celeble:
"Dice il saggio: tutto è
bene ciò che
finisce bene".
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L'altro grosso aiutante di Carter, pasticcione
e non molto sveglio, spesso si trova a svolgere
le parti più rischiose delle indagini.
Chiude sempre l'avventura con
la sua celeberrima
frase:
"E l'ultimo chiuda la porta!". |
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Acerrimo nemico di Carter, finto barone spagnolo
di origine russa, è l'asso dei travestimenti:
quando si traveste il suo corpo cambia totalmente.
Si è travestito praticamente da tutto: Contessa
spagnola, Uomo delle fogne, armadio, Ricetrasmittente
da guerra, Angelo viola, maggiordomo, cadavere
di banchiere...
Frase celebre:
"Ebbene sì, maledetto Carter, hai vinto
anche stavolta!"
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Apparso alcune volte nel Nick Carter televisivo,
Bartolomeo Pestalozzi di Pinerolo è l'allievo
prediletto del grande Stanislao, con tanto
di documentazione. Ha indotto Carter ad alcuni
dei suoi pochissimi errori investigativi:
scambiare Pestalozzi per Moulinsky!
Frase celebre:
"E invece no, caro Carter...
Non sono Stanislao Moulinsky bensì Bartolomeo
Pestalozzi di Pinerolo!"
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Capo della polizia di New York,
quando non
sa proprio come saltarci fuori,
chiama il
grande detective.
Frase celebre:
"Qui ci vuole Nick Carter!". |
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Nella grande metropoli abita il nostro detective
e le sue avventure iniziano da lì.
L'inizio di tutte storie di Carter:
"Mentre su New York calavano le prime
ombre della sera..."
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